ISTANZA A RPCT ROMA 21_09_2019

FOIA MUNICIPI COMUNE DI ROMA, SECONDA ISTANZA DI RIESAME DEL MOVIMENTO ROMA SCEGLIE ROMA E DELL’ASSOCIAZIONE FICIESSE ALLA RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA DEL COMUNE DI ROMA SUL CONFLITTO TRA L’”ARROCCO” DEL DIPARTIMENTO ORGANIZZAZIONE E RISORSE UMANE E LA POSITIVA (E LODEVOLISSIMA) COLLABORAZIONE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE DI ROMA AURELIO – 21 settembre 2018

Inviata oggi, ed è scaricabile DA QUI, la seconda istanza di riesame del Movimento Roma Sceglie Roma e dell’Associazione Ficiesse alla Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza del Comune di Roma, Dottoressa Maria Rosa Turchi.

Come spiegato dettagliatamente nell’istanza, il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane continua sorprendentemente a negare l’evidenza. Che cioè i semplicissimi dati sugli impieghi dei dipendenti del Municipi del Comune di Roma, distinti per unità organizzative interne ci sono, sono rilevati mese dopo mese e sono conservati presso uffici comunali, come correttamente (e lodevolmente) riconosciuto dai Consiglieri Cinque Stelle del Municipio Roma Aurelio nell’incontro di “cooperazione preventiva” del 23 agosto scorso e confermato dalla riunione della Commissione municipale Risorse Umane e Trasparenza.

Nei prossimi giorni l’Avvocato Fortuna spiegherà perché molti Dirigenti di vertice di pubbliche amministrazioni di medie e grandi dimensioni tendono ad assumere posizioni di chiusura in tema di struttura organizzativa e di impieghi effettivi delle risorse umane.

Riportiamo di seguito la premessa e le conclusioni dell’istanza di riesame.

 

 

ISTANZA DI RIESAME ALLA RESPONSABILE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E PER LA TRASPARENZA DEL COMUNE DI ROMA EX ART. 5, COMMA 7, D.LGS. N.33/2013.

(…)

La presente richiesta viene prodotta dallo scrivente Avvocato Giuseppe Fortuna, del Foro di Roma, in nome e per conto del Movimento Roma Sceglie Roma e dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà (nel prosieguo “Associazione Ficiesse”).

  1. PREMESSA

Come noto, gli scopi del nuovo istituto dell’accesso civico generalizzato sono quelli di favorire forme diffuse di controllo civico sul perseguimento delle funzioni istituzionali e <<sull’utilizzo delle risorse>> delle pubbliche amministrazioni.

Per risorse si intendono, oltre a quelle materiali e finanziarie, certamente anche le “risorse umane” avute a disposizione ed effettivamente impiegate nei processi di lavoro della pubblica amministrazione, dalle cui modalità d’impiego dipende l’andamento delle performance di efficienza e produttività.

La teoria di gestione per obiettivi delle pubbliche amministrazioni denominata “Etpl” (efficienza-trasparenza-partecipazione-legalità) spiega come soltanto controlli dei cosidetti “impieghi effettivi” delle risorse umane continui, numerici strutturati e trasparenti sia verso l’interno che verso gli stakeholder esterni:

  • consentono lo sviluppo di percorsi di miglioramento delle performance;
  • permettono di prevenire i comportamenti opportunistici, come il semplice “far nulla”, e i comportamenti devianti come false timbrature e corruzione.

Le metodologie Etpl e il nuovo istituto dell’accesso civico generalizzato sono alla base del “Progetto Etpl Italia trasparente” (vgs. www.italiatrasparente.it), iniziativa promossa nel 2017 dall’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse e basata su specifici accessi civici generalizzati organizzati unitamente ad altre organizzazioni promotrici strutturati in “Gruppi di lavoro”.

Tra questi, il Gruppo di lavoro “Impieghi dei Municipi del Comune di Roma” con il Movimento Roma Sceglie Roma.

(…)

  1. OSSERVAZIONI

Alla luce di quanto sopra esposto e documentato, non si può condividere la lettura data al paragrafo 4.2 della Delibera Anac n. 1309 del 28.12.2016 dalla Direttrice del Municipio XIII, giacché il passaggio citato (“l’Amministrazione non ha l’obbligo di rielaborare i dati …”) non può essere estrapolato da quelli immediatamente precedenti di cui costituisce la coerente – e del tutto opposta, rispetto a quanto sostenuto dalla Dottoressa Capponi – conclusione.

Il paragrafo 4.2 è intitolato “Ambito oggettivo” e, nella sua prima parte, evidenzia come le istanze di accesso civico generalizzato possano legittimamente riguardare dati, documenti e informazioni che non si configurino come: 1) richieste “meramente esplorative”, quelle volte cioè a scoprire di quali informazioni l’Amministrazione dispone; 2) richieste “generiche”, che non consentono l’individuazione del dato, del documento o dell’informazione; 3) richieste “massive”, relative a un numero “manifestamente irragionevole” di dati, documenti e informazioni la cui evasione imporrebbe un carico di lavoro tale “da paralizzare il buon funzionamento dell’Amministrazione”.

La parte finale del paragrafo si riferisce alle richieste aventi ad oggetto “informazioni”, e definisce come tali le <<rielaborazioni di dati detenuti dalle amministrazioni effettuate per propri fini contenuti in distinti documenti>>.

Ebbene, <<poiché – come precisato dalla stessa Anac –  la richiesta di accesso civico generalizzato riguarda i dati e i documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni (art. 5, comma 2 del decreto trasparenza), resta escluso che – per rispondere a tale richiesta – l’amministrazione sia tenuta a formare o raccogliere o altrimenti procurarsi informazioni che non siano già in suo possesso. Pertanto, l’amministrazione (ecco il passaggio erroneamente estrapolato dalla Direttrice Capponi, NDR) non ha l’obbligo di rielaborare i dati ai fini dell’accesso generalizzato, ma solo a consentire l’accesso ai documenti nei quali siano contenute le informazioni già detenute e gestite dall’amministrazione stessa.>>

Ma appare di tutta evidenza che per fornire risposta ai due accessi civici generalizzati del Gruppo di lavoro “Impieghi dei Municipi del Comune di Roma” NON È ASSOLUTAMENTE NECESSARIA ALCUNA SEPPUR MINIMA “RIELABORA-ZIONE da parte di Uffici comunali, né centrali né territoriali, visto che oggetto delle richieste è costituito:

  • da controlli meramente formali su numero, denominazioni e collocazioni gerarchiche delle unità organizzative interne (controlli che per la Delibera Anac n. 1309 neppure quali “informazioni” in senso tecnico si configurano);
  • dai semplicissimi dati numerici delle unità di personale avute a disposizione dalle medesime unità organizzative interne alla data del 31 maggio 2018 e delle giornate/persona impiegate nello stesso mese.

Non si può non osservare, quanto al punto 1), che le decisioni organizzative su numero, denominazioni e collocazioni gerarchiche delle unità interne sono assunte dai Dirigenti posti alla guida dei singoli Municipi e quindi la Direttrice Capponi è certamente in grado di far effettuare i semplicissimi riscontri formali richiesti.

Quanto al punto 2), sembra ugualmente indubbio che per elaborare le “Tabelle del personale in servizio e dei tassi di presenza e di assenza” pubblicati fin dal 2009 con l’evoluto sistema informativo Erp-Sap sia indispensabile conoscere il numero dei giorni di effettiva di presenza rilevati dalle scritture elementari di servizio.

In particolare, dalla tabella Erp-Sap relativa a maggio 2018 (vgs. www.comune.roma.it/resources/cms/documents/assenze_presenze_apr_giu_2018.pdf) si rilevano i seguenti precisissimi dati per il Municipio XIII:

  • Personale in servizio all’ultimo giorno del mese: 584;
  • Percentuale di presenza: 80,08%;
  • Assenza complessiva: 19,92%;
  • Assenza per ferie: 3,92%;
  • Assenza per malattia: 8,39%;
  • Assenza per legge 104: 2,08%;
  • Assenza per altri motivi: 5,53%.

Poiché le percentuali i tassi di presenza e di assenza non possono che provenire da operazioni aritmetiche basate sulle timbrature di cartellini e autodichiarazioni individuali, non si può sostenere, come invece scritto nella lettera del Municipio XIII, che l’istanza esigerebbe <<un’attività di elaborazione dei dati>>. Infatti, o le giornate di presenza sono rilevate, e qualche Ufficio del Comune di Roma ne dispone, oppure le tabelle Erp-Sap si basano – cosa evidentemente impossibile – su “dati di fantasia”.

La Direttrice Capponi ha poi tenuto a precisare, peraltro in grassetto, che <<l’attività di elaborazione tesa alla pubblicazione dei tassi di assenza del personale>> è <<esclusivamente di competenza di codesto Dipartimento>>, cioè del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane.

Ma se è così, com’è possibile che il Direttore Ottavianelli abbia potuto sostenere nella lettera del 26 luglio 2018 e ribadire in quella del successivo 17 settembre che per evadere l’istanza del Movimento Roma Sceglie Roma e dell’Associazione Ficiesse sarebbero necessarie <<complesse elaborazioni>>? Arrivando per di più a chiedere il pagamento della certamente non irrilevante somma di 6.238,60 euro?

Quindi, poiché i dati sulle giornate di presenza richiesti da Italia trasparente ci sono (diversamente, sarebbe come affermare che le tabelle Erp-Sap sono inattendibili), delle due l’una: o ne ha la diretta disponibilità il Dipartimento Organizzazione e Umane o ne hanno la diretta disponibilità i singoli Municipi.

Ma se ne ha la diretta disponibilità il livello centrale, perché viene richiesta quell’ingente somma di denaro? Se invece ne hanno la diretta disponibilità i singoli Municipi, come spiegare quella singolare “riserva di competenza” a rispondere agli accessi civici generalizzati in materia di impieghi delle risorse che si è attribuita il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane? E, in questo caso, come potrà mai fornire quei dati il Dipartimento, peraltro chiedendo 6.238,60 euro, se la loro diretta disponibilità si trova in quindici uffici periferici?

E ancora. Sulla base di quali elementi il Consigliere Municipale del Movimento Cinque Stelle Alessio Marsili ha assicurato all’Avvocato Fortuna, nell’incontro di “dialogo cooperativo preventivo” del 23 agosto, che i dati numerici su personale in servizio e giornate di presenza delle singole unità organizzative interne sono “certamente” disponibili e ha confermato, il successivo 10 settembre, che la decisione è stata assunta a verbale dalla Commissione Bilancio Patrimonio Personale e Semplificazione amministrativa e dall’Assessore Municipale?

—oo0oo—

Alla luce di quanto sopra esposto, si presenta formale istanza di riesame alla S.V. in qualità di Responsabile per la prevenzione, la corruzione  e la trasparenza ex articolo 5, comma 7, del decreto legislativo n. 33/2013.

La presente richiesta e i provvedimenti e le risposte che perverranno saranno oggetto di pubblicazione e diffusione su siti internet, tra i quali “www.italiatrasparente.it”.

(…)

 

 

 

 

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Pubblicato il: 22 Settembre 2018 alle 12:32 pm