LA CONCEZIONE ETPL DEL PROGETTO ITALIA TRASPARENTE

LA CONCEZIONE ETPL DEL PROGETTO ITALIA TRASPARENTE 

Nel nostro Paese, molte pubbliche amministrazioni sono ancora oggi avvertite come “MACCHINE DEI MISTERI”, strutture dal funzionamento incomprensibile perfino ai dipendenti che vi lavorano, figuriamoci per chi proviene dall’esterno, come un’organizzazione civica, un’associazione di categoria, un assessore, un sindaco e talvolta perfino un ministro.

Eppure, sono trascorsi ventotto anni dalla LEGGE 241 DEL 1990 che, s’era detto, avrebbe trasformato le amministrazioni italiane nelle “case di vetro” sognate un secolo prima da Filippo Turati. Un lungo lasso di tempo durante il quale sono intervenute anche molte altre norme: per separare funzioni e compiti della politica da quelli della dirigenza, per affiancare un sistema di contabilità economica alla tradizionale contabilità finanziaria, per costituire dipartimenti, autorità, servizi e organismi interni ed esterni di valutazione e controllo, per definire e dare attuazione al concetto di “TRASPARENZA TOTALE”.

Com’è possibile, perciò,  essere ancora così indietro nella classifiche internazionali dell’efficienza, della trasparenza e della corruzione?

A nostro avviso, il motivo sta scritto a chiare lettere nell’ARTICOLO 18 DEL DECRETO LEGISLATIVO 165 DEL 2001, il testo unico sull’ordinamento delle amministrazioni pubbliche, per il quale <<sulla base delle indicazioni di cui all’articolo 59 del presente decreto  I DIRIGENTI PREPOSTI AD UFFICI DIRIGENZIALI DI LIVELLO GENERALE ADOTTANO misure organizzative idonee a consentire LA RILEVAZIONE  E L’ANALISI DEI COSTI E DEI RENDIMENTI dell’attività amministrativa, della gestione e delle decisioni organizzative>>.

Il successivo articolo 59 del 165 richiama il rispetto delle disposizioni del Ministero dell’Economia e del Dipartimento della Funzione pubblica in tema di controllo finanziario dei costi, ma tali disposizioni – ecco il punto – RIMANGONO SULL’IMPOSTAZIONE DI CARATTERE GENERALE E FORMALE del sistema di contabilità economica (di fatto, poco più della sola indicazione di missioni e programmi) lasciando ancora oggi ai vertici dirigenziali delle singole amministrazioni le decisioni sostanziali, di dettaglio, su quali dimensioni elementari misurare, come misurarle e addirittura “SE” misurarle.

Insomma, è come se codice civile e discipline ragionieristiche consentissero ai titolari delle singole imprese di decidere quali poste considerare elementi positivi e negativi di reddito e con quali criteri contabili rappresentarle nei bilanci di periodo.

Il risultato è l’autoreferenzialità: ogni vertice è libero di fare come ritiene.

Da queste osservazioni prendono le mosse i “SISTEMI ETPL”, nuove metodologie di contabilità economica pubblica che considerano e integrano tra loro QUATTRO PROSPETTIVE: quelle dell’Efficienza e della Trasparenza, quella della Partecipazione delle organizzazioni civiche, sindacali e delle associazioni delle categorie produttive nei momenti della determinazione di almeno una parte degli obiettivi  da raggiungere e della valutazione dei risultati raggiunti e quella della Legalità effettivamente praticata e diffusa nei singoli territori.

Le osservazioni di partenza dei sistemi Etpl sono due.

La prima è che le organizzazioni pubbliche, alla stregua di quelle orientate al mercato, tendono anch’esse inevitabilmente a concentrarsi non sugli obiettivi descrittivi – che contano poco e nulla – ma su quelli espressi in NUMERI FINITI ED ESATTI da raggiungere entro TERMINI TEMPORALI CERTI normalmente rappresentati dall’anno.

Sennonché, le organizzazioni pubbliche rispetto a quelle d’impresa hanno un grave handicap: non incontrano la dimensione numerica finale esatta e certa dei “ricavi”, cioè degli incassi dalle vendite dei beni e servizi prodotti, che misura in modo chiaro ed immediato i risultati della gestione contrapponendo il totale del denaro speso complessivamente per l’acquisto dei fattori della produzione con il totale del denaro incassato complessivamente dalle vendite.

Eccolo qui il motivo delle difficoltà. Poiché i servizi pubblici non sono venduti ma “erogati”, quali altri numeri altrettanto certi conviene misurare e costituire come obiettivi annuali di miglioramento attesi?

La risposta dei nuovi sistemi di contabilità economica Etpl è che per le pubbliche amministrazioni gli obiettivi vanno determinati anno per anno sugli andamenti numerici annuali di tre “DIMENSIONI MINIME ESSENZIALI”: 1) le quantità di risorse umane avute a disposizione, pagate e formalmente impiegate nei processi di lavoro espresse in unità di personale, giornate o ore/persona (IMPIEGHI); 2) le quantità e qualità dei prodotti finali realizzati e consegnati ai clienti esterni (OUTPUT); gli andamenti annuali dei fenomeni socioeconomici di competenza istituzionale sui singoli territori (OUTCOME).

Tre dimensioni che sono dette “minime essenziali” perché fisiche (e quindi non stimate), semplici e presenti in tutte le organizzazioni pubbliche, nessuna esclusa.

La seconda osservazione fondamentale dei sistemi e delle metodologie Etpl  è che gli obiettivi numerici esatti di miglioramento di impieghi, output e outcome da raggiungere entro l’anno vanno determinati prendendo a riferimento non medie, standard o spending review di tipo lineare, indistinto, come tendiamo a fare ancora oggi in Italia, ma LE PRESTAZIONI MIGLIORI GIA’ RAGGIUNTE (benchmark). 

I sistemi Etpl, perciò, si basano, tutte le volte che sia materialmente possibile, sul BENCHMARKING, tecnica studiata e adottata da decenni con successo nel mondo delle imprese private attraverso la quale: a) vengono individuati i RISULTATI MIGLIORI in termini di impieghi, output e outcome tra più realtà organizzative che effettuano le medesime lavorazioni o tra più livelli territoriali della medesima organizzazione; b) vengono svolte ANALISI sulle modalità di organizzazione e su tempi e modi di lavorazione che tali prestazioni hanno reso possibili; c) vengono fissati PIANI ANNUALI (obiettivi) di avvicinamento alle prestazioni benchmark o di mantenimento delle già raggiunte prestazioni di eccellenza.

Fino al 2016, le metodologie Etpl, come previsto dall’articolo 18 del decreto 165, potevano essere attuate soltanto su decisione dei dirigenti di vertice attraverso “PERCORSI DALL’ALTO”, come avvenuto tra il 1996 e il 2004 in una istituzione di grandi dimensioni (la Guardia di Finanza, che ha introdotto il SIRIS, primo sistema informativo Etpl sugli impieghi effettivi delle risorse umane) e in una di piccole (l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali presso la quale è stato elaborato il SID, sistema informativo direzionale impostato alle logiche Etpl) nonché nel 2014, sebbene per un brevissimo periodo, presso un Comune di medie dimensioni (Tivoli).

Ma dal 23 dicembre 2016 è stato introdotto nel nostro ordinamento un nuovo diritto che permette di intraprendere, oltre che percorsi dall’alto, anche “PERCORSI DAL BASSO”, cioè su iniziativa di organizzazioni civiche, sindacali e di categoria presenti e attive sui territori. Stiamo parlando dell’ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO, la versione italiana del FOIA, il Freedom of information act in vigore negli Stati Uniti dal 1966 e in Svezia addirittura dal ‘700.

Il Foia italiano permette oggi a “chiunque” di ottenere qualunque dato, documento e informazione detenuto da qualsivoglia pubblica amministrazione senza la necessità di dover specificare i motivi della richiesta, e in caso di rigetto dell’istanza o se la risposta non perviene entro trenta giorni di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale. 

A seguito di tale novità, l’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà (FICIESSE) ha deciso di unire le esperienze condotte presso Guardia di Finanza e Garante della privacy con quelle di “negoziazione sociale territoriale” condotte da diversi anni dal SINDACATO PENSIONATI ITALIANI SPI-CGIL in numerosi comuni, province e regioni avviando i Gruppi di lavoro del “Progetto Italia trasparente” descritti in un apposito Manuale.

Nel sito www.italiatrasparente.it sono pubblicati gli atti e documenti prodotti e ricevuti nell’ambito di tutti i Foia del Progetto: istanze presentate, corrispondenza intercorsa con le pubbliche amministrazioni, dati pervenuti, dinieghi opposti, istanze di riesame inviate ai responsabili della trasparenza, report valutativi redatti, atti di partecipazione degli stakeholder territoriali, ricorsi a TAR e Consiglio di Stato e relative sentenze.

Con piena libertà, per chiunque lo desideri, di trarne spunto.

L’ultima versione del  Manuale Etpl del Progetto Italia trasparente si può scaricare DA QUI.

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Pubblicato il: 18 Dicembre 2018 alle 11:00 pm