FOIA GUARDIA DI FINANZA 2017, CHIESTI I TOTALI PRECISI DELLE ORE/PERSONA IMPIEGATE DAL CORPO IN TUTTE LE MISSIONI E FUNZIONI NEL TRIENNIO 2014-2016 (È LA PRIMA VOLTA IN ITALIA)

FOIA EFFICIENZA ALLOCATIVA DELLA GUARDIA DI FINANZA, CHIESTI AL COMANDO GENERALE I TOTALI PRECISI DELLE ORE/PERSONA IMPIEGATE DAL CORPO IN TUTTE LE MISSIONI E FUNZIONI NEL TRIENNIO 2014-2016 (È LA PRIMA VOLTA IN ITALIA) – 26 settembre 2017 –

Il direttore dello Sportello Etpl (efficienza, trasparenza, partecipazione e legalità) dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà, avvocato Fortuna, ha inviato oggi al Comando Generale della Guardia di Finanza, nell’ambito del “Progetto Italia trasparente”, una richiesta di accesso civico generalizzato (scaricabile DA QUI) collegata al reclamo della Cgil in trattazione presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali che ha contestato l’impossibilità per il personale del Corpo di costituire sindacati, svolgere attività sindacale ed esercitare il diritto di negoziazione collettiva.

L’accesso civico generalizzato è un istituto entrato in vigore il 23 dicembre 2016 con la riforma della pubblica amministrazione che permette a “chiunque”, semplice cittadino od organizzazione civica, di chiedere qualunque dato e documento detenuto da qualunque pubblica amministrazione senza necessità di specificare i motivi della richiesta.

Sono stati chiesti, in particolare, i dati presenti nell’archivio S.I.Ris. del Corpo relativi all’esatto numero di ore/persona impiegate, negli anni 2014, 2015 e 2016, da tutto il personale in tutti i reparti della Guardia di Finanza.

I dati riguarderanno, quindi, i seguenti nove “Segmenti”: entrate, uscite, mercato dei capitali, mercato dei beni e servizi, sicurezza, difesa, attività trasversali a più segmenti, supporto all’attività istituzionale dell’Amministrazione, reclutamento addestramento e formazione.

I dati consentiranno, per la prima volta in Italia, analisi semplici ma assolutamente esatte sull’andamento di tutti gli impieghi di una pubblica amministrazione di grandi dimensioni in un arco di tempo pluriennale per iniziativa di soggetti non istituzionali.

Nella logica del Progetto Italia trasparente, gli atti di accesso e le risposte delle pubbliche amministrazioni verranno pubblicati sul sito www.italiatrasparente.it oltre che, in questo caso, sul sito www.ficiesse.it.

L’occasione è venuta dall’esigenza di conoscere l’esatta incidenza, sul totale delle attività complessive svolte dal personale del Corpo, delle ore/persona impiegate nel “Segmento Difesa”; settore che, da stime e analisi effettuate sui dati delle relazioni annuali del Corpo, sembra configurarsi come eventuale ed accessorio e di entità scarsamente rilevante.

La risposta dovrà pervenire entro trenta giorni e, se dovesse essere negativa, il decreto legislativo 33 del 2013 prevede la possibilità di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

IL NOSTRO REPORT VALUTATIVO SUI DATI NUMERICI COMUNICATI DALL’AUTORITÀ ANTICORRUZIONE: INVITO A DOTARSI DI REPORTISTICHE COMPLETE E STRUTTURATE SUGLI IMPIEGHI DELLE RISORSE UMANE

NOSTRO REPORT VALUTATIVO SUI DATI NUMERICI COMUNICATI DALL’AUTORITÀ ANTICORRUZIONE: INVITO A DOTARSI DI REPORTISTICHE COMPLETE E STRUTTURATE SUGLI IMPIEGHI DELLE RISORSE UMANE – 12 luglio 2017 –

Il report valutativo sui dati dell’efficienza allocativa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione è stato inviato da Italia trasparente e si può scaricare DA QUI. Pubblichiamo di seguito le sole conclusioni. Che consigliamo di leggere attentamente perché vi sono sinteticamente esplicitate alcune delle principali finalità, rese possibili dalle metodologie di contabilità economica Etpl, che si propone il Progetto, 

REPORT VALUTATIVO

(Paragrafi 1 – 6 omissis)

7. CONCLUSIONI

L’Autorità non dispone di reportistiche (c.d. “sugli impieghi”) basate sui dati numerici delle ore/persona effettivamente impiegate nei processi di lavoro da ciascuna singola unità organizzativa interna e, quindi, quanto al controllo dell’efficienza allocativa, è obbligata ad una gestione di tipo “intuitivo”.

È ben vero che la reportistica sugli impieghi non è prevista dalle leggi né di contabilità economica né tanto meno di contabilità finanziaria (proposta che Italia trasparente avanzerà il più presto possibile), ma è anche vero che tali necessarie rilevazioni possono essere introdotte in autonomia da ciascuna amministrazione in modo semplice e “a costo zero”, trattandosi di dati numerici già disponibili in quanto provenienti dai sistemi informativi sulle presenze utilizzati per il pagamento mensile delle ore d’obbligo e delle ore di straordinario.

Sarà possibile, in tal modo:

  1. passare da gestioni intuitive a gestioni basate su dati contabili certi, continui e confrontabili con quelli di organizzazioni omologhe;
  2. fissare obiettivi precisi di miglioramento dell’efficienza allocativa parametrati sui dati oggettivi delle “prestazioni-benchmark”, permettendo così l’attivazione di azioni di analisi, controllo e contenimento dei costi (spending review) di tipo non più lineare ma “selettivo”;
  3. incoraggiare modalità innovative di interlocuzione partecipativa (in quanto basate su numeri certi) da parte di dipendenti e sindacati interni;
  4. prevenire i “comportamenti devianti” (disimpegno, inerzia, timbrature plurime) la cui diffusione è propedeutica al dilagare della corruzione.

Saranno fortemente facilitate, inoltre, le azioni di controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche previste dall’art. 5, comma 2, del decreto n. 33 da parte di organizzazioni civiche e associazioni d’impresa nei diversi territori del paese.

Si auspica che l’Autorità Nazionale Anticorruzione voglia introdurre le semplici, ma complete, rilevazioni della reportistica sugli impieghi anche in previsione dell’imminente avvio del “Gruppo di lavoro sull’efficienza allocativa e sulla produttività di Autorità amministrative e Istituzioni indipendenti” del Progetto Italia trasparente.

Si ringrazia e si rimane a disposizione per qualunque esigenza di precisazione o integrazione.

 

INVIATO AD ANAC LA BOZZA DI “REPORT VALUTATIVO” DI ITALIA TRASPARENTE SUL SISTEMA DI RILEVAZIONE DELL’EFFICIENZA ALLOCATIVA DELL’AUTORITÀ

INVIATO AD ANAC LA BOZZA DI “REPORT VALUTATIVO” DI ITALIA TRASPARENTE SUL SISTEMA DI RILEVAZIONE DELL’EFFICIENZA ALLOCATIVA DELL’AUTORITÀ – di Redazione – 28 giugno 2017 –

Inviata da Italia Trasparente ad Anac la bozza del “Report valutativo” sulla tabella degli impieghi dell’Autorità pervenuta a seguito dell’accesso civico generalizzato dell’11 maggio scorso. Il report definitivo sarà pubblicato su questo sito il prossimo 7 luglio. Di seguito, il testo della lettera di trasmissione.

TESTO DELLA LETTERA INVIATA DA ITALIA TRASPARENTE ALL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

28 giugno 2017

Spett.le Ufficio Risorse Umane e Formazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

e, per conoscenza,

Spett.li Presidente e Componenti del Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

 Spett.le Ufficio Vigilanza sugli obblighi di trasparenza dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

 

Oggetto: Dialogo cooperativo conseguente all’accesso civico generalizzato del Sindacato Spi Cgil e dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse.

Spettabile Ufficio,

in esito alle disposizioni ricevute dall’Ufficio Vigilanza sugli obblighi di trasparenza con lettera n. 0082588 del 19/06/2017 (in allegato 1), si invia la bozza provvisoria del “Report valutativo” (in allegato 2) riferito ai dati inviati da codesta Autorità a seguito dell’accesso civico generalizzato indicato in oggetto e pubblicati alla pagina www.italiatrasparente.it/2017/06/12/.

 La versione definitiva del report verrà pubblicata sul sito italiatrasparente.it il 7 luglio p.v.=

Si rimane a disposizione per qualunque richiesta di precisazione ed eventuali incontri.

Si conferma, altresì, che nel prossimo mese di luglio verrà costituito, nell’ambito del Progetto Italia trasparente, il Gruppo di lavoro denominato “Autorità e Istituzioni indipendenti”, nel quale saranno comparati, nella logica del benchmarking, i dati dell’efficienza organizzativa di n. 10 Istituzioni, tra le quali l’Autorità  Nazionale Anticorruzione.

Si ringrazia molto per la disponibilità e la sensibilità dimostrate e si porgono i più distinti saluti.

CHIESTO ALL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE IL “DIALOGO COOPERATIVO” EX CIRCOLARE 2/2017 DEL MINISTRO DELLA SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

FOIA ANAC 2017, RICHIESTA DI “DIALOGO COOPERATIVO” EX CIRCOLARE 2/2017 DEL MINISTRO DELLA SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – 19 giugno 2017 –

Di seguito, il testo della comunicazione inviata all’Autorità Nazionale Anticorruzione. La lettera si riferisce ai dati della Tabella degli impieghi pervenuta il 9 giugno scorso in risposta all’accesso civico generalizzato del Progetto Italia trasparente effettuato il precedente 11 maggio .

Gentile Dottoressa,

ringraziamo innanzi tutto della risposta alla richiesta di accesso civico generalizzato presentata dall’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse e dal Sindacato Pensionati Italiani Spi-Cgil nell’ambito del “Progetto Etpl Italia trasparente”; risposta che abbiamo pubblicato, come previsto, alla pagina www.italiatrasparente.it/2017/06/12/.

Nei giorni scorsi, abbiamo effettuato un esame della nota dell’Ufficio Risorse Umane e Formazione dell’Autorità inviata in allegato alla lettera cui facciamo riferimento, nota con la quale sono stati comunicati i dati sulle quantità di risorse umane assorbite nei processi di lavoro delle unità organizzative di Anac.

Sui contenuti delle informazioni ricevute pubblicheremo, nei prossimi giorni, come previsto dal Progetto, un apposito “report valutativo Etpl”. 

Inoltre, a decorrere dal prossimo mese di luglio, i medesimi dati saranno confrontati, nella logica del benchmarking, con quelli corrispondenti delle seguenti altre otto Istituzioni indipendenti: Autorità per l’energia, Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Autorità Garante per la protezione dei dati 
personali, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Autorità per le Garanzie nella Comunicazioni, Autorità di Regolazione dei Trasporti, Commissione nazionale per le Società e la Borsa, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. 

Prima di redigere il report e di avviare gli ulteriori accessi, vorremmo chiedere al livello di indirizzo politico/amministrativo della Vostra spettabile Istituzione l’instaurazione, nella forma che riterrete più opportuna, del “dialogo  cooperativo” suggerito dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione nel paragrafo 8 della circolare n. 2/2017.

Ringraziamo molto e rimaniamo in attesa di indicazioni. 

Con i nostri più cordiali saluti 

DALLA STAMPA – I CITTADINI POTRANNO VALUTARE I SERVIZI

“I CITTADINI POTRANNO VALUTARE I SERVIZI” – Marco Ruffolo su  -Repubblica – 19 giugno 2017 –

Non è difficile indovinare i voti assegnati nel nostro Paese a ministeri, enti pubblici, comuni e regioni per i servizi resi ai cittadini, quando a dare quei voti sono i dirigenti di quegli stessi ministeri, enti pubblici, comuni e regioni. Tutti promossi, ovviamente, senza se e senza ma. Basta sfogliare gli ultimi documenti dei cosiddetti “valutatori” per rendersene conto. Finiscono tutti nello stesso modo, persino con le stesse parole in stretto slang burocratese: “Tutto ciò premesso, l’Oiv valida…”.

Oiv è l’acronimo per Organismo indipendente di valutazione. Ma si può esser certi che di indipendente non ha proprio nulla. Ce n’è uno in ogni amministrazione. Li ha introdotti nel 2009 l’ex ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, quando si cominciò a voler dare le pagelle a chi ci amministra, con tanto di premi e penalità a seconda dei risultati raggiunti. E subito ci si ingegnò a escogitare i sistemi per aggirare la legge.

Nel nostro Paese, in genere, si fa così: i controllori vengono messi alle dipendenze dei controllati e il gioco è fatto. E’ un classico che abbiamo visto ripetersi infinite volte. Ma in questo caso si è andati oltre: i controllori sono stati scelti tra gli stessi controllati, cioè tra i dirigenti pubblici dell’amministrazione finita sotto esame, o tra esperti esterni compiacenti, spesso privi di qualsiasi requisito professionale. Insomma, una vera e propria autovalutazione. Non solo, ma gli obiettivi da raggiungere se li sono dati da soli proprio quei dirigenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessun controllo, nessun miglioramento dei servizi resi, e premi a pioggia a tutti per aver centrato, anche se solo sulla carta, tutti i target previsti.

Questo è l’antefatto che spiega perché, all’interno della riforma Madia della pubblica amministrazione, una parte considerata decisiva dal ministro è proprio quella che intende rivedere da capo il sistema della valutazione di chi ci amministra. Giovedì prossimo entrerà in vigore il nuovo decreto e tra oggi e domani verranno rese note le linee guida per i piani delle performance ministeriali.

Cosa cambierà? Ogni amministrazione dovrà scegliere i propri “valutatori” all’interno di un elenco nazionale che impone una serie di requisiti professionali. E soprattutto non potrà farsi giudicare dai propri dirigenti. “Introducendo questa incompatibilità – dicono al Dipartimento della Funzione pubblica – eviteremo il conflitto di interesse. Gli Organismi di valutazione, oltre a fare il loro resoconto finale, dovranno anche monitorare le performance dei dirigenti passo dopo passo per suggerire eventuali correzioni in corsa. E avranno accesso diretto a tutti i sistemi informativi dell’amministrazione, compreso il controllo di gestione”.

Dunque: più poteri, più autonomia, più professionalità. Ma una volta rafforzato il ruolo dei valutatori, resta ancora inevasa una domanda cruciale: sulla base di quali obiettivi essi valuteranno l’operato degli uffici? La legge prevede già da anni due tipi di obiettivi. Ci sono quelli “generali”, ossia le priorità strategiche nazionali. Qualcuno li ha già battezzati un po’ pomposamente “i cento obiettivi della Repubblica”. Il problema è che non ci sono ancora. Avrebbe dovuto indicarli già da tempo Palazzo Chigi ma non lo ha fatto. Nel frattempo, la legge impone alle amministrazioni di indicare i loro “obiettivi specifici”, con indicatori che consentano di valutarne il raggiungimento. Facciamo un esempio tratto dalle Linee guida dettate dal Dipartimento ai ministeri. Se l’obiettivo è la formazione professionale finalizzata all’occupazione, uno degli indicatori sarà il numero dei corsisti che trovano lavoro entro sei mesi o entro un anno nelle materie del loro corso. E via di seguito.

Chi ci garantisce, tuttavia, che tra questi obiettivi, orfani di ogni indicazione sulle priorità strategiche nazionali, non rispuntino quei traguardi grotteschi che spesso si leggono nei piani delle performance di molte amministrazioni? Eccone alcuni tra i più noti: “Numero di protocolli esitati”, “delibere da trasferire entro 5 giorni dal consiglio alla direzione della giustizia tributaria”, “numero di riunioni alle quali si partecipa”. Insomma, non servizi erogati ai cittadini, ma procedimenti esclusivamente formali e autoreferenziali.

“Chiamiamoli pure fasulli – dicono al Dipartimento della Funzione pubblica – molti di quegli obiettivi lo sono. Ma è appunto questo il compito che ci siamo dati: passare dalla cultura amministrativo-formalistica alla cultura della performance. Non sarà semplice”. Non lo sarà soprattutto perché è proprio quel formalismo a consentire ai valutatori compiacenti di promuovere ogni anno tutte le amministrazioni, nessuna esclusa. Moltiplicando tra l’altro i passaggi burocratici: 400 delibere negli anni passati. Anche quando non si raggiunge qualche obiettivo, l’Oiv se la cava con acrobazie linguistiche, come nel caso della pagella data al ministero degli Esteri: “Nell’anno considerato – si legge nella relazione – tutti gli obiettivi sono stati in sostanza raggiunti al 100%. Ove ciò non è accaduto, è stata comunque fornita un’esauriente motivazione”. Curiosa espressione che ricorda il “quasi goal” di Nicolò Carosio.

Nelle Linee guida c’è più di una critica al modo in cui anche vengono presentati i vari obiettivi: troppo numerosi, scoordinati, senza memoria del passato. E c’è soprattutto l’indicazione di come misurare d’ora in poi le performance, in base a quattro parametri: efficienza, efficacia, stato delle risorse disponibili e impatto sugli utenti. Solo se i risultati saranno buoni scatteranno i premi. Ma il modo in cui saranno distribuiti lo deciderà il contratto nazionale. La legge dice solo che la parte prevalente dello stipendio accessorio deve essere legata ai risultati raggiunti. Oggi è una quota irrilevante.

Ma a prescindere dalle percentuali, ci si augura soprattutto che dalla contrattazione non rispunti fuori la logica dei premi a pioggia. E’ quello che il ministro Madia vuole evitare avvalendosi proprio del nuovo decreto sulla valutazione, che oltre a rafforzare il ruolo dei valutatori, introduce altre due innovazioni: anticipa i tempi del piano performance al triennio 2018-20 per legarlo alla programmazione di bilancio; e coinvolge anche i singoli cittadini, chiamandoli a esprimere le loro valutazioni sui servizi ottenuti. Sarà la volta buona o è pronta dietro l’angolo l’ennesima imboscata?

Entro due giorni saranno resi noti criteri e linee guida per definire le performance ministeriali, il decreto entrerà in vigore giovedì prossimo

Repubblica – 19 giugno 2017

CAMBIO LOCUZIONE IN TUTTI I DOCUMENTI DEL PROGETTO ITALIA TRASPARENTE: DA “TAVOLI” A “GRUPPI DI LAVORO” ETPL

CAMBIO LOCUZIONE IN TUTTI I DOCUMENTI DEL PROGETTO ITALIA TRASPARENTE: DA “TAVOLI” A “GRUPPI DI LAVORO” ETPL – 16 giugno 2017 –

Italia trasparente è un work in progress. Ci è stato fatto notare che la locuzione “tavolo di lavoro” viene comunemente intesa come luogo di confronto tra portatori di interessi contrapposti, quali le parti datoriali e le parti sindacali. Mentre Italia trasparente è un progetto dove non ci sono parti in contrapposizione, visto che l’obiettivo di tutti i partecipanti è quello di migliorare ovunque i servizi pubblici nella solidarietà, nella coesione e attraverso la diffusione della cultura della legalità.

Ringraziamo  per il suggerimento e provvediamo a sostituire in tutti i nostri documenti la parola “Tavolo/i” con “Gruppo/i”.