Manuale Etpl 4 marzo 2018

PUBBLICATA L’ULTIMA VERSIONE DEL MANUALE DEL PROGETTO ETPL ITALIA TRASPARENTELA NUOVA METODOLOGIA PER “SBUROCRATIZZARE” IN TEMPI BREVI LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI NELLE LOGICHE DEL FOIA (4 marzo 2019)

È scaricabile DA QUI la nuova versione del Manuale dei percorsi Etpl del Progetto Italia trasparente con il punto di situazione dei Gruppi di lavoro in corso e quelli che stanno per partire. A seguire la nuova introduzione.

INTRODUZIONE

Nel nostro Paese le pubbliche amministrazioni sono non di rado avvertite, ancora oggi, come “macchine dei misteri”, strutture dal funzionamento ermetico e incomprensibile perfino ai dipendenti che vi lavorano, figuriamoci per chi proviene dall’esterno, come un’organizzazione civica, un’associazione di categoria, un assessore, un sindaco e talvolta perfino un ministro.

Eppure, sono trascorsi quasi trent’anni dalla legge 241 del 1990 che, s’era detto, avrebbe trasformato le amministrazioni italiane nelle “case di vetro” sognate un secolo prima da Filippo Turati. Un lungo lasso di tempo durante il quale sono intervenute anche molte altre norme: per separare funzioni e compiti della politica da quelli della dirigenza, per affiancare un sistema di contabilità economica alla tradizionale contabilità finanziaria, per costituire dipartimenti, autorità, servizi e organismi interni ed esterni di valutazione e controllo, per definire e dare attuazione al concetto di “trasparenza totale”.

Com’è possibile, perciò, essere ancora così indietro nella classifiche internazionali dell’efficienza, della trasparenza e della corruzione?

A nostro avviso, il motivo sta scritto nell’articolo 18 del decreto legislativo 165 del 2001, il testo unico sull’ordinamento delle amministrazioni pubbliche, per il quale <<sulla base delle indicazioni di cui all’articolo 59 del presente decreto i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale adottano  misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attività amministrativa, della gestione e delle decisioni organizzative>>.

Il successivo articolo 59 del 165 richiama il rispetto delle disposizioni del Ministero dell’Economia e del Dipartimento della Funzione pubblica in tema di controllo finanziario dei costi, ma tali disposizioni – ecco il punto – rimangono sull’impostazione di carattere generale e formale del sistema di contabilità economica (di fatto, poco più della mera elencazione di missioni e programmi) lasciando ancora oggi ai vertici dirigenziali delle singole amministrazioni le decisioni sostanziali, di dettaglio, su quali dimensioni elementari misurare, come misurarle e addirittura “SE” misurarle.

Insomma, è come se codice civile e discipline ragionieristiche consentissero ai titolari delle singole imprese di decidere quali poste considerare elementi positivi e negativi di reddito e con quali criteri contabili rappresentarle nei bilanci di periodo.

Il risultato è l’autoreferenzialità: ogni vertice è libero di fare come ritiene.

Da queste osservazioni prendono le mosse i “Sistemi Etpl”, nuove metodologie di contabilità economica pubblica che considerano e integrano tra loro quattro prospettive: quelle dell’Efficienza e della Trasparenza, quella della Partecipazione delle organizzazioni civiche, sindacali e delle associazioni delle categorie produttive nei momenti della determinazione di almeno una parte degli obiettivi  da raggiungere e della valutazione dei risultati raggiunti e quella della Legalità effettivamente praticata e diffusa nei singoli territori.

Le osservazioni di partenza dei sistemi Etpl sono due.

La prima è che le organizzazioni pubbliche, alla stregua di quelle orientate al mercato, tendono anch’esse inevitabilmente a concentrarsi non sugli obiettivi meramente descrittivi ma su quelli espressi in numeri finiti ed esatti da raggiungere in tempi certi normalmente rappresentati dall’anno.

Sennonché, le organizzazioni pubbliche rispetto a quelle d’impresa hanno un grave handicap: non incontrano la dimensione numerica finale esatta e certa dei ricavi, cioè degli incassi dalle vendite dei beni e servizi prodotti, dimensione che misura in modo certo, chiaro ed immediato i risultati della gestione attraverso la contrapposizione tra il totale del denaro speso per l’acquisto dei fattori della produzione e il totale del denaro incassato dalle vendite.

Sta qui il motivo delle difficoltà: poiché i servizi pubblici non sono venduti ma “erogati”, quali altri numeri altrettanto certi conviene misurare al posto dei ricavi per costituirli come obiettivi di miglioramento attesi?

La risposta dei sistemi di contabilità economica Etpl è che per le pubbliche amministrazioni vanno presi in considerazione gli andamenti numerici annuali di altre tre “dimensioni minime essenziali”: 1) le esatte quantità di risorse umane assorbite dai processi di lavoro (impieghi); 2) i prodotti finali realizzati e “consegnati” ai clienti esterni (output); 3) i fenomeni socioeconomici di competenza istituzionale che si verificano sui territori (outcome).

Queste tre dimensioni vengono dette “minime essenziali” perché sono fisiche, e quindi non stimate, semplici e presenti in tutte le organizzazioni pubbliche, nessuna esclusa.

La seconda osservazione fondamentale dei sistemi e delle metodologie Etpl  è che gli obiettivi numerici di miglioramento di impieghi, output e outcome da raggiungere entro l’anno vanno determinati prendendo a riferimento – tutte le volte che sia possibile – non medie, standard o spending review di tipo lineare e indistinto ma le prestazioni migliori che sono già state raggiunte. 

I sistemi Etpl, infatti, si basano sul benchmarking, tecnica studiata e adottata da decenni con successo nel mondo delle imprese private attraverso la quale: a) vengono individuati i risultati migliori (benchmark) in termini di impieghi, output e outcome tra gruppi di realtà organizzative omologhe; b) vengono svolte analisi sulle modalità di organizzazione e su tempi e modi di lavorazione che le prestazioni benchmark hanno reso possibili; c) vengono fissati obiettivi numerici annuali di avvicinamento alle prestazioni benchmark o di mantenimento delle già raggiunte prestazioni di eccellenza.

Fino al 2016, le metodologie Etpl, come previsto dall’articolo 18 del decreto 165, potevano essere attuate soltanto su decisione dei dirigenti di vertice, quindi attraverso “percorsi dall’alto”, come avvenuto nella Guardia di Finanza, che ha introdotto nel 1997 il SIRIS, primo sistema informativo Etpl sugli “impieghi effettivi” delle risorse umane espressi in ore/persona, e tra il 2003 e il 2004 nell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali con l’elaborazione del SID, sistema informativo direzionale impostato alle logiche Etpl, nonché nel 2014, sebbene per un brevissimo periodo, presso il Comune di Tivoli.

Ma dal 23 dicembre 2016 è stato introdotto nel nostro ordinamento un nuovo diritto che permette di intraprendere, oltre ai percorsi dall’alto, anche “percorsi dal basso” su iniziativa di soggetti esterni come organizzazioni civiche, sindacali e di categoria attive sui territori.

Stiamo parlando dell’accesso civico generalizzato, la versione italiana del FOIA, il Freedom of information act in vigore negli Stati Uniti dal 1966, che permette oggi a “chiunque” di chiedere e ottenere qualunque dato, documento e informazione detenuto da qualsivoglia pubblica amministrazione senza necessità di specificare i motivi della richiesta e con diritto, in caso di rigetto dell’istanza o se la risposta non perviene entro trenta giorni, di ricorrere al giudice amministrativo. 

A seguito di tale novità, l’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse ha deciso di unire le esperienze condotte presso Guardia di Finanza e Garante della privacy con quelle di “negoziazione sociale territoriale” condotte da diversi anni dal Sindacato Pensionati Italiani – Spi-Cgil in numerosi comuni, province e regioni avviando i Gruppi di lavoro del “Progetto Italia trasparente” descritti nel presente Manuale, strutturato su più versioni successive.

L’odierna versione del Manuale è divisa in tre parti. Nella prima vengono illustrate le terminologie, i concetti e le regole di base delle logiche Etpl; nella seconda sono illustrati i percorsi dal basso avviati dai diversi gruppi di lavoro; nella terza si fa cenno ai percorsi dall’alto attuati nella Guardia di Finanza e nel Garante della privacy e avviati presso il Comune di Tivoli.

Dalla prossima versione verranno messe in maggior rilievo le modalità di attuazione delle contabilità economiche Etpl da parte dei vertici politico-amministrativi delle pubbliche amministrazioni e, nel contempo, saranno oggetto di esame le diverse reazioni fatte registrare dalle istituzioni pubbliche alle quali sono stati notificati gli accessi civici generalizzati Etpl (alla data del 4 marzo 2019, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Autorità amministrative indipendenti, Sezioni lavoro dei Tribunali del Lazio, Comune di Roma).

Nel sito www.italiatrasparente.it sono pubblicati tutti gli atti e tutti documenti prodotti e ricevuti nell’ambito dei Foia del Progetto: istanze presentate, corrispondenza intercorsa con le pubbliche amministrazioni, dati pervenuti, dinieghi opposti, istanze di riesame inviate ai responsabili della trasparenza, report valutativi redatti, atti di partecipazione degli stakeholder territoriali, ricorsi a TAR e Consiglio di Stato e relative sentenze.

Con piena libertà, per chiunque lo desideri, di trarne spunto.

FOIA AUTHORITIES, PRECISAZIONI DEL GARANTE DELLA PRIVACY E IVASS

FOIA AUTHORITIES, LE PRECISAZIONI DI GARANTE PRIVACY E IVASS – 20 dicembre 2018

Sono pervenute lettere di precisazione sui dati numerici acquisiti da Italiatrasparente.it  nell’ambito del Foia sugli impieghi delle Istituzioni/Autorità amministrative indipendenti dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (scaricabile DA QUI) e dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (disponibile DA QUI) che verranno prese in considerazione per la redazione dei report valutativi prevista per il prossimo mese di gennaio.

In particolare, il Garante della privacy evidenzia che la sua organizzazione non segue il criterio di classificazione adottato nelle tabelle provvisorie del 16 ottobre scorso, criterio basato sulla distinzione delle unità organizzative interne tra quelle deputate alle “attività di produzione diretta” e tutte le altre deputate ad attività di strumentali, di supporto e di indirizzo, cosidette “attività di funzionamento“.

L’Autorità precisa che vi sono centri di responsabilità interni che svolgono attività definite  “MISTE” dai sistemi Etpl, indicando tra questi, <<a titolo meramente esemplificativo>> e quindi non esaustivo, il Dipartimento Tecnologie Digitali e Sicurezza, il Servizio Relazioni Esterne e Media e le Segreterie del Presidente e dei Componenti del Collegio e quindi non ritiene possibili, almeno allo stato attuale, comparazioni con le altre Authorities.

Nei prossimi giorni, verrà inviato al Garante una nuova tabella con la richiesta di evidenziare tutte le unità organizzative interne che svolgono attività miste.

MUNICIPI DEL COMUNE DI ROMA ALTRO ROUND DEL FOIA INFINITO

MUNICIPI DEL COMUNE DI ROMA, ALTRO ROUND DEL “FOIA INFINITO” – 4 dicembre 2018

Altro round di quella che sembra un’interminabile partita sull’efficienza allocativa dei Municipi del Comune di Roma. Si ricorderà che il 7 novembre scorso (www.italiatrasparente.it/2018/11/12/2014/) il Movimento Roma Sceglie Roma e l’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà avevano chiesto al Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane di ricalcolare la somma da pagare per ottenere i dati numerici delle giornate di presenza registrate da un solo Municipio, il XIII, nel solo mese di maggio 2018. Somma che, quindi, riferendosi a poco più del 5 per cento del totale dei dipendenti dei Municipi della Capitale, deve necessariamente essere molto più bassa rispetto ai 6.238 euro richiesti a seguito del primo accesso presentato nel mese di maggio.

Il 21 novembre scorso è pervenuta una lettera (scaricabile DA QUI) con cui il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane fa presente all’Avvocato Fortuna che il “ricalcolo” di quanto dovuto per il Municipio di Roma Aurelio soltanto dopo <<espressa rinuncia e revoca>> del primo accesso civico generalizzato, quello del 23 maggio 2018.

L’Avvocato Fortuna ha risposto con la lettera che si può scaricare DA QUI e il cui testo riportiamo di seguito.

 

TESTO DELLA LETTERA DEL 4 DICEMBRE 2018

 

1. In esito a quanto richiesto dal Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane del Comune di Roma con la nota in riferimento (che si allega in fotocopia), si conferma che il Movimento Roma Sceglie Roma e l’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse, in ragione dell’importo molto elevato richiesto con la nota GB/60072 del 26 luglio 2018 (euro 6.238,60) in risposta all’accesso civico generalizzato del 23 maggio 2018, hanno dovuto modificare le azioni del “Gruppo di lavoro Municipi del Comune di Roma”.

Di conseguenza il 23 agosto 2018, è stato inviato un secondo accesso civico generalizzato del tutto autonomo rispetto al precedente, di tipo esplorativo e riferito a dati molto più semplici riguardanti, per il momento, il solo Municipio XIII.

Per tale motivo, si rinuncia a quanto richiesto con l’accesso del 23 maggio 2018, che quindi in questo senso può certamente intendersi come revocato, e si rimane in attesa del calcolo dell’importo dovuto.

2. Si coglie l’occasione per tornare a chiedere al Livello politico del Comune di Roma di voler valutare l’avvio di un “dialogo cooperativo”, giacché il Gruppo di lavoro sui Municipi del Comune di Roma fa parte di un progetto nazionale informato a una metodologia scientifica di gestione per obiettivi delle pubbliche amministrazioni, denominata “Etpl” (efficienza, trasparenza, partecipazione, legalità), in grado di produrre miglioramenti profondi, partecipati e immediati in tutti i quartieri della Capitale come in ogni territorio del nostro Paese.

Nell’ambito di tale progetto sono stati fino ad oggi presentati dall’Associazione Ficiesse (vgs. www.italiatrasparente.it) accessi civici generalizzati non soltanto nei confronti del Comune di Roma ma anche della Polizia di Stato, dell’Agenzia dell’Entrate, della Guardia di Finanza, delle Sezioni Lavoro dei Tribunali Civili del Lazio (Cassino, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Tivoli, Velletri, Viterbo) e di nove Istituzioni e Autorità amministrative indipendenti (Agcm, Agcom, Agid, Anac, Arera, Art, Cnel, Ivass, Privacy).

Si ringrazia e si porgono i migliori saluti

(Avv. Giuseppe Fortuna)

 

 

ricorso contro diniego 2018 comando generale GdF

FOIA COMANDI DI DIREZIONE E CONTROLLO GUARDIA DI FINANZA: PRESENTATO IL RICORSO AL T.A.R. CONTRO IL DINIEGO DEL COMANDO GENERALE SUI DATI AGGREGATI DEGLI IMPIEGHI DELLE RISORSE UMANE NEGLI ANNI 2015-2017 (22 novembre 2018)

È stato presentato oggi al TAR del Lazio il ricorso (scaricabile DA QUI) contro il provvedimento di diniego con cui il Comando Generale della Guardia di Finanza ha rifiutato di comunicare all’Avvocato Fortuna e all’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà le quantità di ore/persona impiegate dal Corpo negli anni 2015, 2016 e 2017 distinte tra “reparti di direzione controllo” e “reparti di esecuzione del servizio”: numeri che se resi noti potrebbero, secondo l’Amministrazione, recare <<un pregiudizio concreto e attuale alla sicurezza nazionale … alla difesa e alle questioni militari>>. 

Ma, come spiegato nel ricorso, stiamo parlando di ore/persona aggregate per macrotipologie di reparti, riguardanti anni completamente trascorsi e – ciò che più conta – da rappresentare in modo unico aggregato per tutti gli attuali 625 Comandi di esecuzione del servizio posti sull’intero territorio nazionale (Nuclei di Polizia Tributaria, Nuclei Speciali, Gruppi, Reparti Operativi minori, Stazioni Navali, Sezioni Operative Navali e Sezioni Aeree) e in modo unico e aggregato per tutte le sette missioni istituzionali assegnate al Corpo (Segmento Entrate, Segmento Uscite, Segmento Mercato dei Capitali, Segmento Mercato dei Beni e Servizi, Segmento Sicurezza, Segmento Difesa, Segmento Servizi a richiesta, Segmento Attività trasversali a più segmenti).

I dati consentiranno all’Associazione Ficiesse di proporre modifiche alla struttura organizzativa del Corpo nel senso indicato, fin dal 1997, dal “Progetto Efficienza Guardia di Finanza”, piano strategico per l’innovazione del Comando Generale del Corpo redatto vent’anni or sono nella logica della gestione per obiettivi (scaricabile DA QUI), il quale, ad esempio, a pagina 8 così si esprime: <<(…) le organizzazioni inclini all’efficienza tendono ad “APPIATTIRSI”, ad adottare, cioè, strutture nelle quali i livelli gerarchici siano nel numero più basso possibile, al di sotto del quale non si può scendere senza pregiudicare le funzioni essenziali della gestione e la qualità della produzione (…) è chiaro, inoltre, che le scelte che si sono dimostrate adeguate in un determinato momento storico possono dimostrarsi superate in un momento successivo, magari perché è cambiato il contesto esterno, anche normativo, oppure perché la risorsa umana ha subito variazioni quantitative o qualitative, o perché si sono rese disponibili nuove e più evolute tecnologie. Di qui l’esigenza che il vertice di interroghi continuamente sull’adeguatezza della struttura per verificarne l’attualità e la capacità “intrinseca” di generare efficienza>>.

In merito, però, come più volte evidenziato dall’Associazione, la Guardia di Finanza è attualmente strutturata su quattro livelli “di direzione e controllo” e fino a due livelli “di esecuzione del servizio”. I primi rappresentati dal Comando generale, dai Comandi interregionali, dai Comandi regionali e dai Comandi Provinciali, i livelli di esecuzione del servizio dai Gruppi, dai Nuclei di polizia economico-finanziaria, dalla Compagnie, dalle Tenenze e dalle Brigate.

Tutto questo, mentre la Polizia di Stato di livelli ne ha complessivamente tre: uno nazionale di direzione e controllo “puro”, rappresentato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, uno “misto” di direzione e controllo e di esecuzione del servizio, rappresentato dalle Questure provinciali, e uno “puro” di esecuzione rappresentato dai Commissariati.

La soluzione su due livelli non appare raggiungibile per le Fiamme Gialle per ragioni che in questa sede non possiamo indicare, ma riteniamo possibile introdurre in tempi relativamente brevi:

  • l’eliminazione di tutti gli attuali Comandi regionali;
  • l’attribuzione delle loro funzioni di direzione e controllo ai superiori Comandi interregionali (con le relative economie di scala) retti da generali di corpo d’armata;
  • Comandi provinciali retti da generali/colonnelli in ragione del rilievo socioeconomico dei territori;
  • la trasformazione degli attuali reparti di esecuzione del servizio (Gruppi, Compagnie, Tenenze e Brigate) in Nuclei territoriali di polizia economico-finanziaria posti su un unico livello dipendente dai Comandi provinciali e retti da ufficiali superiori, ufficiali inferiori e luogotenenti in ragione del rilievo socioeconomico dei territori;
  • la riduzione, a regime, delle risorse umane impiegate in attività di funzionamento di percentuali stimabili intorno al 20% con loro riallocazione in attività di produzione diretta dei servizi istituzionali, previa riqualificazione;
  • orientamento delle risorse umane così recuperate verso: a) il conseguimento di obiettivi numerici annuali di prevenzione, e non più di sola “repressione”, dell’evasione fiscale misurati sugli esatti andamenti (outcome) dei tax-gap – OGGI DISPONIBILI – per settori economici che caratterizzano ciascun singolo territorio;
  • b) azioni di stimolo alla diffusione della cultura e della pratica della legalità fiscale sui territori da parte di cittadini e imprese; c) azioni di stimolo alla diffusione della cultura dell’efficienza, della produttività e del “merito sostanziale” da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e locali.

FOIA SU COMANDI DIREZIONE E CONTROLLO GUARDIA DI FINANZA

FOIA COMANDI DI DIREZIONE E CONTROLLO DELLA GUARDIA DI FINANZA, ANCORA UN NO DEL COMANDO GENERALE: LA SOCIETÀ CIVILE NON AVREBBE IL DIRITTO DI CHIEDERE I DATI NUMERICI ESISTENTI PER VALUTARE L’EFFICIENZA DEL CORPO – 26 ottobre 2018

È pervenuto, e si può scaricare DA QUI, il provvedimento di diniego con cui il Comando Generale della Guardia di Finanza ha rifiutato ancora una volta di fornire i dati numerici del sistema informativo SIRIS richiesti con accesso civico generalizzato datato 28 settembre 2018 dall’aAvvocato Fortuna, direttore dello “Sportello Efficienza-Trasparenza-Partecipazione-Legalità” dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse sugli impieghi del Corpo distinti per tipologie di reparto.

L’accesso è stato presentato perché la Guardia di Finanza risulta strutturata su quattro livelli gerarchici di direzione controllo (nazionale, interregionali, regionali e provinciali), a differenza dei due della Polizia di Stato (nazionale e questure provinciali).

L’Associazione Ficiesse ha chiesto di conoscere i pochi e semplicissimi (ma precisi e completi) dati numerici sulle ore/persona avute a disposizione nel triennio 2015-2017 da detti quattro livelli e da tutti i reparti di esecuzione del servizio (complessivamente considerati) distinte tra attività di produzione diretta e attività strumentali e di supporto alla produzione diretta; informazioni immediatamente disponibili grazie a un evoluto sistema activity based sugli impieghi effettivi delle ore/persona, denominato SIRIS, di cui il Corpo dispone dal 1997.

Il Comando Generale si è opposto sostenendo che l’ostensione di informazioni attinenti l’operatività della Guardia di Finanza, sebbene aggregate a livello nazionale, per macrotipologie di reparti e relative ad anni del tutto trascorsi – potrebbe comportare un “pregiudizio concreto e attuale” alla sicurezza nazionale e che tali informazioni il Corpo sarebbe obbligato dalla legge a fornirle soltanto a istituzioni pubbliche e non ad organizzazioni civiche.

Tali (non condivisibili) posizioni saranno oggetto di istanza di riesame al Capo di Stato Maggiore del medesimo Comando Generale, nella sua veste di responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, e, in caso di ulteriore diniego di ricorso al TAR del Lazio.

Si ricorda che il Comando Generale si era già opposto, nel 2017, a un precedente accesso civico generalizzato collegato a un ricorso della CGIL al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) sul mancato riconoscimento dei diritti sindacali al personale della Guardia di Finanza, che il TAR del Lazio aveva condiviso tale posizione e l’appello al Consiglio di Stato non è stato presentato essendo venuto meno l’interesse a seguito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto i diritti sindacali al personale delle Forze Armate e della Guardia di Finanza.

FOIA IMPIEGHI COMUNE ROMA ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI ALLA SCOPERTA DELLE CARTE

FOIA IMPIEGHI DEL COMUNE DI ROMA, LE ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI CHIEDONO IL RICALCOLO DEI 6.238 EURO RICHIESTI PER POTER APPURARE CHI RILEVA I DATI NUMERICI DELLE PRESENZE DALLE TIMBRATURE GIORNALIERE – 7 novembre 2018

Continua la dialettica tra Comune di Roma e le due organizzazioni promotrici del Foia sugli impieghi dei Municipi della capitale dopo l’accesso civico generalizzato presentato il 23 agosto 2018 per conoscere le giornate di presenza avute a disposizione dalle unità organizzative interne del Municipio XIII, quello di Roma Aurelio, nel mese di maggio 2018: dati che non sono pervenuti neppure dal gruppo del Movimento Cinque Stelle che li aveva preannunciati..

Il Movimento Roma Sceglie Roma e l’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse hanno infatti inviato oggi al Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane del Comune una richiesta di ricalcolo dell’importo comunicato in occasione del primo accesso, datato 24 maggio 2018 e riferito a tutti i quindici Municipi.

Si potrà finalmente verificare, in tal modo, se questi dati numerici, fondamentali per le successive comparazioni e la valutazione della cosidetta “efficienza allocativa”, vengono  rilevati dai singoli Municipi oppure dallo stesso Dipartimento Risorse umane.

Peraltro, poiché il XIII è tra i Municipi col minor numero di personale in servizio (584 al 31 maggio scorso), l’importo da versare sarà certamente molto più basso dei 6.238 euro richiesti.

La lettera si può scaricare DA QUI.